Come si misurano le cariche elettrostatiche?

Le cariche elettrostatiche sono la ragione per cui a tutti capita di prendere una scossa toccando una mano, una porta o un pianale da lavoro. Questo fenomeno è inevitabile ma lo si può tenere sotto controllo grazie ai sistemi di cui si occupa Barriere Antistatiche e come si legge dal loro blog.

La verità è che finché questi accumuli restano una piccola manifestazione relegata al momento in cui ci sfiliamo velocemente un maglione di lana non ci sono problemi. I rischi subentrano negli ambienti di lavoro o in quelle situazioni in cui un inevitabile sfregamento o attrito tra materiali sensibili provocano accumuli elettrostatici potenzialmente letali.

Come capire se ci sono problemi di cariche elettrostatiche?

Difatti le cariche elettrostatiche si manifestano attraverso scosse agli operatori unite a tanti piccoli arresti e problemi alla produzione causati da surriscaldamenti, inceppamenti e produzione di scarti. In presenza di questi problemi è necessario approfondire la questione per individuare l’origine del problema e porre delle soluzioni efficaci.

Dal momento che anche una piccola scintilla può innescare esplosioni o incendi sarà sempre il caso di indagare su cosa potrebbe causare questi piccoli intoppi quotidiani. Un tecnico raggiungerà la sede interessata dal problema e rileverà i livelli di accumulo per proporre una soluzione efficace e su misura.

L’individuazione dell’origine

Per capire da dove provengono gli accumuli di cariche elettrostatiche occorre guardarsi intorno e analizzare i principali fattori di predisposizione. Innanzitutto gli ambienti secchi e caldi sono più propensi allo sviluppo di questi accumuli a differenza di quelli ben umidificati.

Poi c’è da valutare la presenza di polveri e micro-polveri che sono attratte da questo fenomeno e che danneggiano i macchinari le relative produzioni. Infine saranno valutati i macchinari utilizzati e i materiali trattati così da avere un quadro completo di tutto ciò che potrebbe causare questo fenomeno.

Il tecnico dispone di strumenti e rilevatori che sanno individuare le zone in cui le cariche si accumulano e che individuano i campi elettrici anche a distanza. Parliamo di dispositivi intelligenti che determinano anche il livello di rischio in base ai materiali presenti nell’ambiente di lavoro.

La scelta del sistema idoneo all’ambiente di lavoro

In base a queste rilevazioni il professionista studierà la soluzione più appropriata per eliminare le cariche per poter ricominciare a lavorare a ritmi soddisfacenti. Tra le varie soluzioni disponibili ci sono le barre antistatiche, sistemi in grado di “neutralizzare” i materiali carichi di energia ed eliminando l’accumulo.

Si tratta di un sistema formidabile perché migliora il rendimento dei macchinari ma, soprattutto, protegge l’incolumità dei collaboratori che sono soggetti ai rischi di cui abbiamo parlato qualche riga più sopra. Chiaramente le soluzioni che il professionista proporrà non le stesse per ogni ambiente proprio perché i fattori che influenzano questo fenomeno sono parecchi. Va precisato che l’utilizzo di una barra su un macchinario potrebbe non essere sufficiente se questi fattori non sono stati valutati sul posto con la strumentazione idonea.

A volte i rimedi fai da te potrebbero non funzionare perché non si dispone della strumentazione di rilevazione adatta a scegliere la barra più adatta. In altri casi la barra può andar bene ma ciò che ne causa l’inefficacia, banalamente, è la posizione errata. Proprio per questo una consulenza aiuta a risparmiare tempo e denaro riportando la produzione ai ritmi di una volta e senza correre alcun rischio, dalla semplice scossetta alla conseguenza ben più grave.

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