Credito d’imposta 4.0: tutto quello che c’è da sapere

Nel mondo impresariale odierno, è sicuramente vero che chi occupa posti di rilievo in una realtà produttiva, debba avere spiccate doti di leadership e conoscere l’azienda e tutto ciò che la riguarda, ma è altrettanto vero che debba rimanere aggiornato sui regimi fiscali e contributivi.
Sono molte le misure messe in campo dal Governo in risposta all’emergenza del Covid-19, e le opportunità di usufruire di crediti d’imposta e di agevolazioni fiscali che vengono offerte alle imprese, in particolare quelle piccole e medie, sono sicuramente importantissime per il rilancio della economia.
Comprendere lo strumento del credito di imposta può essere davvero utile, in quanto permette di avere accesso alle agevolazioni fiscali disponibilii e quindi programmare investimenti in beni utili ai fini aziendali, siano essi materiali o immateriali. Con questo articolo, proviamo a spiegare cos’è e come funziona il credito d’imposta 4.0.

COS’E’ IL CREDITO DI IMPOSTA 4.0

Per definizione, il credito d’imposta è un credito di natura tributaria che un soggetto economico vanta nei confronti dello Stato. Come suggerisce il termine stesso, quindi, il credito di imposta è un credito proveniente dallo Stato e rappresenta un’agevolazione per l’azienda. Il credito d’imposta 4.0 può essere richiesto per tre categorie di beni: beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati, beni strumentali immateriali e beni strumentali materiali.

 

BENI STRUMENTALI MATERIALI TECNOLOGICAMENTE AVANZATI

Nello specifico, il credito d’imposta 4.0 è indirizzato ai beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (allegato A, legge 11 dicembre 2016, n. 232 – ex Iper ammortamento) e prevede:

  • Un credito di imposta pari al 40%, per investimenti fino ad un importo di 2,5 milioni di euro;
  • Un credito di imposta pari al 20% per tutti quegli investimenti che superano i 2,5 milioni di euro, fino ad arrivare ai 10 milioni di euro.

BENI STRUMENTALI IMMATERIALI

Un’altra categoria contemplata dal credito d’imposta è quella dei beni strumentali immateriali, legati in particolar modo alla trasformazione 4.0 (si veda l’allegato B della legge 11 dicembre 2016, n. 232). In questo allegato si riconosce un credito d’imposta del 15%, per costi fino a 700.000 euro.

 

BENI STRUMENTALI MATERIALI

Accanto alla categoria dei beni strumentali immateriali, troviamo quella dei beni materiali, per i quali viene riconosciuto un credito d’imposta del 6%, ammissibile per costi fino ad un totale di 2 milioni di euro.

 

CREDITO D’IMPOSTA: COME UTILIZZARLO

Il credito d’imposta 4.0 si può utilizzare soltanto attraverso il metodo della compensazione, in cinque quote a cadenza annuale dello stesso importo, a partire dall’anno successivo all’entrata in funzione del bene (o dei beni se più di uno) acquistati dall’azienda.
È inoltre interessante sottolineare che il credito d’imposta è anche cumulabile con altre agevolazioni, seppur restando nei limiti massimi dei costi ammessi per ogni categoria.
È chiaro comunque che, ancora prima di sostenere una determinata spesa, è bene che l’azienda controlli nel dettaglio il bando pubblicato e relativi allegati nella sezione “spese ammissibili”, così da essere certi che la spesa identificata rientri in quelle ammesse per la richiesta del credito d’imposta 4.0.
Attraverso il metodo della compensazione, si vanno per l’appunto a compensare i contributi a debito (dovuti) con quelli a credito. Per ricorrere a questo metodo, bisogna utilizzare il modello F24, specificando nella colonna degli importi a credito:

  • L’ammontare del credito utilizzato
  • il periodo
  • il codice tributo a cui si riferisce.

 

A CHI SI RIVOLGE IL CREDITO D’IMPOSTA

Il credito d’imposta 4.0 può essere utilizzato da tutte le imprese localizzate nel territorio dello Stato, anche nel caso in cui i soggetti non siano residenti sul suolo italiano, indipendentemente dalla natura giuridica o dal settore giuridico di appartenenza.
Inoltre, il credito di imposta del 6% indirizzato agli investimenti in altri beni strumentali materiali viene riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.
Ad ogni modo, va detto che sono escluse le imprese attualmente in liquidazione volontaria o forzata, in stato di fallimento, così come le imprese soggette a sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9 del decreto legislativo 8 giugno 2001 n° 231.
Infine, per usufruire di tale beneficio, le imprese sono soggette agli obblighi di rispetto delle normative sulla sicurezza, oltre che del versamento dei contributi previdenziali a favore dei lavoratori.

 

COME ACCEDERE AL CREDITO D’IMPOSTA 4.0

Si può accedere al credito d’imposta 4.0 per tutti gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2020 ed entro il 30 giugno 2021, a patto che entro il 31 dicembre 2020 sia stato accettato l’ordine da parte del venditore e l’azienda abbia già versato un acconto pari al 20% della somma totale del bene.
Per le prime due categorie di beni evidenziate poco sopra, ovvero per i beni tecnologicamente avanzati e per quelli immateriali, le imprese devono obbligatoriamente produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale che metta in evidenza l’appartenenza di tali beni all’allegato A o B.

Inoltre, per richiedere tale credito d’imposta 4.0, le aziende interessate devono comunicarlo al Ministero dello Sviluppo Economico, così che quest’ultimo possa acquisire le informazioni utili per le misure agevolative nel loro complesso.
E’ chiaro quindi che il credito d’imposta 4.0 sia uno strumento imprescindibile per permettere un avanzamento strumentale e tecnologico, fondamentale per la ripresa del Paese.

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